domenica 22 marzo 2009

Kindle o non-Kindle style? Questo è il problema...

Sembra ormai che l'editoria per come siamo abituati a concepirla (giornali, carta, edicola, etc. etc.) abbia davvero le ore contate.
E sembra che la naturale evoluzione della stessa debba portarla inevitabilmente verso il digitale.
Sempre più frequenti sono i tentativi di rendere digitale l'esperienza di lettura offline di giornali e libri: il Kindle2 di Amazon e tutta quella schiera di handset digitali che dovrebbero finalmente liberarci dalla carta senza però liberarci dalle emozioni sensoriali della lettura di un giornale ne sono un esempio (che poi, chi ha detto che sia piacevole sensorialmente leggere un giornale?).
Quello che mi chiedo: ma è davvero questa l'evoluzione nel modo di leggere libri e giornali? E' davvero il cercare di riprodurre un modello di lettura cartaceo attraverso strumenti digitale il futuro? O forse è proprio la diffusione del digitale che contribuirà a sviluppare un nuovo modello di lettura che non è la semplice riproduzione del cartaceo sul digitale, cosa a cui invece si sta assistendo?
Che il digitale sia il futuro per l'editoria non v'è dubbio. Credo però che nello sviluppo delle diverse soluzioni di e-reader si sia ancora troppo ancorati al concetto di lettura fisica. Guardiamo il Kindle: altro non è che un semplice riproduttore (sì, con alcune funzionalità che non ha un libro, vedi ad esempio la possibilità di ingrandire i caratteri) che si basa esattamente sullo stesso concetto di usabilità di un libro: tenerlo in mano, leggere una pagina alla volta e sfogliare le pagine in sequenza.
Forse il passaggio dal modello di lettura offline a quello D.O.B. (Digital Offline Based, acronimo che mi sono inventato or ora di sana pianta) sarà un passaggio inevitabile se si vorrà arrivare ad un vero modello di lettura digitale. Ma sono sicuro che il modello D.O.B. è morto già prima di essere nato. Ne riparleremo.

Immagine: Amazon.com

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