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giovedì 29 maggio 2014
giovedì 7 luglio 2011
Baker Tweet

Immaginate un panettiere al lavoro. Immaginate questo panetterie che sforna dei cornetti alla marmellata. Immaginate che voglia comunicarlo a tutti i suoi clienti. Immaginate che decida di farlo via Twitter. E ora immaginate che possa farlo direttamente dal suo forno con le mani piene di farina.
Vi state chiedendo come può essere possibile? Grazie a Baker Tweet, il panettiere non dovrà fare altro che girare su un apparecchietto una apposita rotellina, scegliere il contenuto che vuole tweetare, spingere sul bottoncino e, magia delle magie, il tweet viene inviato a tutti i follower.
Stiamo inevitabilmente andando verso il Social Web of Things!
Guardatevi anche il video, molto carino.
BakerTweet from POKE on Vimeo.
mercoledì 14 aprile 2010
Twitter e il social advertising
Apprendo con un certo interesse la notizia che Twitter ha finalmente rilasciato informazioni sul suo modello di business che, guarda caso, è basato sulla pubblicità.Fin qui sembrerebbe niente di strano e niente di nuovo.
Provo però a fare una breve analisi degli impatti sui brand e sugli utenti.
I brand:
- potranno "acquistare" dei Promoted Tweet per essere presenti all'interno delle conversazioni degli utenti;
- potranno continuare ad utilizzare le classiche metriche di valutazione (CTR et similia).
- sono abituati su Twitter ad interagire con un brand;
- potranno in qualche modo controllare l'intrusione pubblicitaria decretandone (attraverso l'interazione o meno con il messaggio) il suo successo o insuccesso;
- potranno commentare il messaggio e, soprattutto, condividerlo (Social Advertising).
Mi pongo alcune domande: le aziende sono pronte? sanno capire davvero la potenzialità di una simile relazione? sono in grado di presidiare in maniera continuativa un canale come Twitter?
Io credo che per il 99% delle aziende italiane la risposta a tutte queste domande è NO.
Immagine: Twitter
giovedì 23 luglio 2009
Skittles: semplicemente geniale!

Il sito delle caramelle Skittles altro non è che una widget, su cui è riportato un menu, da cui accedere ai contenuti presenti sul web relativi alle famose caramelle: Twitter, Youtube, Facebook, Flickr, Wikipedia.
In parole povere: facciamo vedere sul sito cosa dice il web dei nostri prodotti.
Io l'ho trovato geniale.
P.S. Grazie e R. Venturini per la segnalazione
martedì 16 giugno 2009
Il dizionario del futuro
Nome in codice: WordnikCreatore: Eric McKean
Data di nascita: Anno Solare 2009
Funzionalità: dizionario online (non chiamatelo così davanti a lui)
Segni particolari: in grado di fornire una panoramica di tutto quello che si dice e si vede in rete relativamente al lemma ricercato; in pratica, l'utente inserisce il lemma da ricercare e riceve come output, oltre ad informazioni testuali anche quello che si dice su Twitter, immagini che si trovano su Flickr, etc. etc.
Livello di interazione: potenzialmente elevato, gli utenti possono partecipare segnalando nuovi termini, inserendo note e etichettando le parole, sempre sotto la supervisione dei linguisti del team di Wordnik
Giudizio complessivo: interessante, con i dovuti limiti (se cerco ad esempio "uovo", che mi importa di sapere che 2 minuti fa @nomeinventato si è mangiato un uovo all'occhio di bue?)
Immagine: wordnik.com
giovedì 30 aprile 2009
E ora di nuovo sul cinguettio
Sì, è decisamente il mese dell'amarcord.E infatti torno di nuovo a parlare di Twitter, quel servizio di microblogging (per chi non lo sapesse), tanto amato e tanto odiato, che ultimamente ha fatto parlare di sè in quanto finito nell'occhio sempre meno indiscreto di Big G, che sembra lo voglia comprare.
A farmi tornare in mente Twitter è stato un articolo letto su Repubblica.it che riporta i dati di una ricerca di Nielsen Online che afferma che su Twitter "il tasso di mantenimento dell'audience, o la percentuale di utenti di un certo mese che ci sono ancora il mese successivo, è di circa il 40 per cento". In altre parole: il 60% degli utenti di Twitter abbandona il servizio dopo il primo mese.
Personalmente non la vedo così negativa, anzi. A mio modo di vedere tutti i servizi online pagano lo scotto di una caduta fisiologica dell'utenza che passa, semplificando i concetti, da una fase iniziale di "novità" (in cui in molti si iscrivono) ad una necessaria fase di "maturità" (in cui rimangono pochi e veri utilizzatori). Ed è proprio su questo "nocciolo" che, imho, dovranno essere impostate sia le strategie di sviluppo di Twitter che valutate le possibilità per le aziende di utilizzare il microblogging per fare business.
Adesso non ci rimane che aspettare la fase di "maturità" di Facebook... e sono sicuro che ne vedremo delle belle.
Immagine: Twitter.com
giovedì 12 febbraio 2009
lunedì 29 settembre 2008
Google, sono il quarto fondatore
Avete letto bene: siete sul blog del quarto fondatore di Google, nonchè terzo fondatore di MySpace e quinto fondatore di Facebook. Twitter? Ah si, non ho partecipato alla sua fondazione ma ho solamente collaborato alla scelta del nome e redatto le prime bozze del business plan (Twitter ha un business plan?).
Mi ha fatto sorridere la notizia in cui il presunto terzo fondatore di Google, Hubert Chang, stia rivendicando la co-paternità del più noto motore di ricerca e stia cercando di far affiancare il suo nome a quello di Larry Page e Sergei Brin.
A questo punto non vi resta che agire, prendervi un buon avvocato, trovare un professore universitario in cerca di fama e cominciare la vostra azione legale nei confronti di Google perchè è giusto che ciascuno di noi possa avvalersi del diritto di veder affiancato il proprio nome a quelli di Page e Brin... in fondo, abbiamo o non abbiamo un po' tutti contribuito a "fondare" Google?
Mi ha fatto sorridere la notizia in cui il presunto terzo fondatore di Google, Hubert Chang, stia rivendicando la co-paternità del più noto motore di ricerca e stia cercando di far affiancare il suo nome a quello di Larry Page e Sergei Brin.
A questo punto non vi resta che agire, prendervi un buon avvocato, trovare un professore universitario in cerca di fama e cominciare la vostra azione legale nei confronti di Google perchè è giusto che ciascuno di noi possa avvalersi del diritto di veder affiancato il proprio nome a quelli di Page e Brin... in fondo, abbiamo o non abbiamo un po' tutti contribuito a "fondare" Google?
venerdì 18 luglio 2008
Twitter o non Twitter
Nei miei giri pomeridiani per il web mi sono imbattuto in questa vignetta su Geek & Poke che trovo fantastica.Bersaglio, ovviamente, Twitter.
Twitter è quel servizio che consente, cito testualmente dalla home, "di comunicare e essere in contatto attraverso lo scambio di veloci, frequenti risposte ad una semplice domanda: cosa stai facendo adesso?".
In sostanza: ci si registra al servizio, si "costruisce" la propria rete di amici (che sono interessati a sapere cosa stiamo facendo in tutti i nostri momenti della giornata) e si comunica sul web o tramite mobile sempre ai nostri amici cosa stiamo facendo.
Di Twitter ne ho sempre sentito parlare fin dall'inizio, ma non mi sono mai creato un account... forse perchè sono fuori target o forse perchè ho amici a cui non frega niente sapere che in questo momento sto scrivendo un post per il mio blog.
Ora però vado ad aprirmi un account perchè sento la necessità di dire ai miei amici che ho appena finito di scrivere il mio nuovo post... ehi, amici, dove siete?
Immagine: sito Geek & Poke
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